Q&A - E' possibile bere l'acqua gassata durante Pesach?

Il problema nell'acqua gassata o frizzante, sta principalmente nel processo d'imbottigliamento.
Non è quindi possibile permetterla a meno che non sia certificata. E' possibile cercare il prodotto certificato in diverse liste dei principali "controllori" (qui alcuni link e istruzioni di come leggere le liste).

Per l'acqua naturale ci sono meno problemi dev'essere in bottiglie di plastica. 
Ed è opportuno averla già prima della vigilia di Pesach (prima del bittul), cosicché il bittul Chametz "elimini" eventuali tracce di Chametz; se acquistato durante Pesach, anche un bruscolino di chametz rende tutto problematico.

Q&A - La settima sera di Pesach si recita Sheechejianu?

La settima sera di Pesach (e così anche l'ottava sera fuori da Eretz Israel) non si recita Sheechejianu, essendo solo la fine di Pesach e non una festa a sè stante (come nel caso di Sheminì 'Azzeret, in cui invece si recita).

Il settimo giorno di Pesach è il giorno in cui si è aperto il ים סוף Yam Suf ~ il Mare dei Giunchi in 12 portali.
Si continua a recitare l'Hallel parziale.
C'è inoltre chi usa leggere la Shirat HaYam come Segullàh per Zivughim e per una buona Parnasàh, su cui viene detto che sono קשין כקריאת ים סוף Qashin KeQeriat Yam Suf ~ duri come l'apertura del Yam Suf.

Q&A - Quando si recita la Berakhàh di 'Al Akhilat Matzàh?

Tra le domande arrivate in redazione - in breve:

Quando si recita la Berakhàh di 'Al Akhilat Matzàh - solo durante il Seder o anche Shabbat e in altre occasioni?
Solo durante il Seder
La Berakhàh di 'Al Akhilat Matzàh si recita solo durante il Seder di Pesach (prima sera in Eretz Israel, anche la seconda fuori) poichè solo la sera del Seder abbiamo una Mizvàh di mangiare Matzàh direttamente dalla Toràh.
In tutte le altre occasioni non abbiamo una Mizvàh di mangiare Matzàh quindi non si recita questa Berakhàh.

Nonostante ciò, abbiamo una Mizvàh in altre occasioni di mangiare un pasto a base di HaMotzì, ad esempio nelle סעודות se'udot ~ pasti di shabbat. In tali casi si recita solo la Berakhàh di HaMotzì, preceduto dalla Netillat Yadaim, come durante il resto dell'anno sul pane normale, poichè il pane di Pesach è sostituito completamente dalla Matzàh.

Aggiungo inoltre che è necessario inoltre mangiare a priori 2 KeZait (ogni keZait per una persona sana 19.2 grammi, 12 grammi per una persona che ha difficoltà) di Matzàh dopo la Berakhàh, specie se si è recitata la Berakhàh sulla Netilat Yadaim. Se una persona vuole mangiare solo un KeZait deve effettuare la Netilat Yadajim senza Berakhàh. Cosa che di Shabbat Qodesh si può fare.

Q&A - Si può mangiare la Matzàh prima di Pesach?

Il Talmud Yerushalmì in Massechet Pesachim (capitolo 10, Halakhàh 1) dice:
א"ר לוי כל האוכל מצה בערב פסח כבא את ארוסתו בבית חמיו  
"Dice Rabbì Levi: Chiunque mangi Matzàh la vigilia di Pesach è come se venisse dalla sua fidanzata (cioè avesse un rapporto con lei) in casa del suocero."
Cominciamo dalla fine
Sappiamo bene che c'è un divieto nell'avere un rapporto prima del matrimonio. Non solo perchè si intercorre nel grave divieto di avere un rapporto con una donna che ha un'impurità di Niddàh fino a che essa non si è purificata nel Mikvèh secondo le norme. La pena   per questo rapporto consiste, sia per lui che per lei, nel כרת Karet ~ estirpazione dell'anima, che può essere applicata in varie forme [a meno che una persona non faccia Teshuvàh] tra cui l'accorciamento dei giorni di vita fisica o degli anni di vita רח"ל (HaQadosh Barukh Hù ce ne scampi).
Se anche la donna fosse in uno stato di purità (raggiungibile solo dopo l'immersione nel mikvèh), in ogni caso non sarebbe permesso avere un rapporto con lei anche dopo il Qiddushin (ciò che un tempo era il fidanzamento, da cui era necessario il גט Ghet ~ contratto di divorzio nel caso in cui i due avessero voluto separarsi).
E' necessario un passaggio ulteriore: quello delle שבע ברכות Shev'a Berakhot, ossia le 7 benedizioni che si recitano per gli sposi, sia durante il matrimonio sotto la chuppàh, che nei giorni successivi al matrimonio [7 giorni nel caso di due persone che non si siano mai sposate prima; 3 giorni nel caso in cui l'uomo sia stato già sposato]
Le Shev'a Berakhot che si recitano durante il matrimonio fanno si che la donna che sia permessa all'uomo.
Le Shev'a Berakhot hanno quindi un'importanza molto elevata sotto molti aspetti, tra cui quest'ultimo. Per questo motivo è necessario quando ci si sposa, che sia lo sposo che la sposa pongano attenzione alle berakhot che si recitano e rispondano "Amen" con l'intenzione d'uscire dall'obbligo. In caso contrario, è necessario che sentano le Berakhot anche da un altro matrimonio, il prima possibile, anche ad anni di distanza dal proprio per compiere effettivamente il matrimonio come si deve dal punto di vista di Halakhàh [così ho sentito dal Gaon HaRav Ben Tzion Mutzafi שליט"א]

Tornando alla Matzàh
Esattamente come avere un rapporto con la propria fidanzata prima del matrimonio è vietato, così anche mangiare la Matzàh prima di Pesach è vietato. Così sembra essere dallo Yerushalmì citato.
Ma non è chiaro il perchè proprio questi due divieti siano paragonati.
Il Perishàh (Orach Chajim 471:3) spiega che esattamente come la ארוסה Arusàh ~ fidanzata è vietata fino a quando non si recitano le Shev'a Berakhot, così anche la  Matzàh è vietata prima che si siano recitate 7 berakhot. Quali?
Conta il Perishàh le seguenti Berakhot che si recitano da quando inizia il seder fino a prima di mangiare la matzàh:
  1. Borè Perì HaGhefen del Qiddush
  2. Il Qiddush stesso 
  3. Asher Ghealanu - cioè la Berakhàh alla fine del Magghid
  4. Borè Perì HaGhefen dopo Asher Ghealanu (oppure Asher Ghealanu fine - leggi dopo)
  5. 'Al Netilat Yadajim prima di Motzì Matzàh
  6. Motzì
  7. 'al Akhilat Matzàh
Il Perishàh dice esplicitamente che alcune berakhot non vengono contate: Sheechejianu del Qiddush, poichè è possibile anche recitarlo successivamente nel caso lo si sia dimenticato, e Borè Perì HaAdamàh sul Karpas, poichè lo scopo del Karpas è quello di far porre domande ai bambini, ma non è intrinsecamente necessario per compiere una Mizvàh specifica del Seder [comunque è necessario farlo].
Fa notare inoltre che c'è da distinguere tra i sefaraditi e gli ashkenaziti. Il conto effettuato è in base all'uso ashkenazita che benedice su ogni bicchiere di vino, mentre secondo i sefaraditi, in cui si benedice solo sul primo (quello del Qiddush) e sul terzo (quello dopo la Birkat HaMazon), c'è da contare due volte Asher Ghealanu essendo una Berakhàh lunga, con apertura e chiusura.

Perchè la differenza tra la berakhot sul vino?
Dal punto di vista di Halakhàh, se benedico su un bicchiere di vino e ho intenzione di berne un altro successivamente [prima di aver recitato la berakhàh acharonàh (che trovate qui anche traslitterata) o la birkat HaMazon oppure aver fatto qualcosa considerato come interruzione del pasto, come uscire fuori di casa] non devo recitare nuovamente la berakhàh. E così usano i sefaraditi anche durante il seder. Perchè quindi gli ashkenaziti benedicono su ogni bicchiere? bisogna sapere che ogni bicchiere ha un significato a se stante. E su ciò in questo caso è possibile benedire (poichè comunque fissato dai chakhamim ז"ל).



Tornando nuovamente alla Matzàh
Vediamo quindi quando si applica il divieto e perchè.
Il Ramban (Rabbì Moshè Ben Nachman) spiega che  bisogna astenersi dal mangiare matzàh fin quando non richiesto, per far si che si abbia più voglia di consumarla nel momento in cui è necessario compiere la mizwàh.
Questo motivo comporta diverse implicazioni. Per prima cosa il divieto non si applica su tutti i generi di Matzot, ma solo su quelle con cui sarebbe possibile compiere la Mizvàh del Seder secondo la norma stretta [compresa la matzàh che si è piegata su sè stessa (kefulàh) e quella "gonfiata" (nefuchàh) per chi le fa a mano - Mishnàh Beruràh (471:12); c'è inoltre chi è rigoroso anche sulla farina di Matzàh - Pisqè Teshuvot (471:3)].
Pertanto la cosiddetta Matzàh 'Ashiràh (matzàh ricca), categoria che comprende la Matzàh in cui viene aggiunto del succo di frutta nell'impasto anzichè l'acqua, è permessa la vigilia di Pesach (entro la decima ora zemanit, oltre cui in ogni caso è vietata, cioè circa due ore prima del tramonto o mezz'ora prima dell'orario chiamato Pelag HaMinchàh).

Quando si applica il divieto?
Per lo stesso motivo abbiamo diverse opinioni su quando inizia il divieto. Le diverse opinioni sono da distinguere tra quelle il cui motivo fondante è halakhico e quelle che si basano su minhaghim diversi.

Il divieto comincia sicuramente almeno dall'alba della vigilia del Seder, e così sostiene HaGaon Rav 'Ovadiàh Yossef שליט"א nell'Halikhot 'Olam (Parashat Tzav). Secondo la sua opinione il divieto è limitato a tale giorno e non si estende alla sera precedente. Così è anche l'opinione della Mishnàh Beruràh (471:12). Ma non tutti sono d'accordo sulla questione. Alcuni sostengono che il divieto comincia già dalla sera precedente, essendo essa parte del giorno. Tra questi troviamo il Maghen Avraham (commento miliare dello Shulchan 'Arukh) seguito da diversi poseqim tra cui Rabbenu Yosef Chajim ז"ל nel Ben Ish Chai (Parashat Tzav).
Conclusione: se possibile, a priori è bene essere rigorosi e non mangiare matzàh già dalla sera che precede il seder per uscire dal dubbio, ma c'è su cosa appoggiarsi per mangiare matzàh la sera della vigilia di Pesach. [cfr. Pisqè Teshuvot 471:4] MA...

Ma...
Tutto ciò vale nel caso in cui non ci sia un מנהג Minhag ~ uso particolare presente. C'è infatti chi usa non mangiare la Matzàh da Rosh Chodesh Nissan, e così riporta l'uso la Mishnàh Beruràh (471:12) e c'è chi arriva a vietare 30 giorni prima di Pesach (riportato nel Pisqè Teshuvot 471:4).
E' bene sapere che sono usi, perchè se una persona avesse cominciato a farlo pensando che così fosse la Halakhàh, allora può decidere di evitare questo uso. Secondo Chakham 'Ovadiàh Yossef שליט"א essendo una decisione per errore, dovuta al credere che un uso fosse norma, non è neppure necessaria una Hattarat Nedarim, cioè un scioglimento della promessa/uso. Questo vale principalmente per coloro che vanno secondo l'opinione di Maran nello Shulkhan 'arukh, cioè sefaraditi e parte degli italiani.

Per completezza, aggiungo un altro uso rispetto alla Matzàh, l'uso del Gaon di Vilna ז"ל di non mangiare Matzàh se non durante Pesach, proprio per rendere ai propri occhi la Mizvàh ancora più cara.

Per i bambini
Il divieto non vale per i bambini che non siano ancora giunti all'età in cui capiscono ciò che gli viene raccontato al Seder. Quindi in caso di bambini più piccoli di tale età c'è da facilitare ed è possibile dargliela. [Bet Yosef Orach Chajim 471, in base al Terumat HaDeshen (1, 125).]

Pesach Kasher VeSameach

Q&A - Il Riso è Chametz durante Pessach?

a. La Ghemarà 
In Massekhet Pesachim (114 sof 'amud bet) la Ghemarà riporta che c'è chi usava mettere tra i cibi presenti nella קערה Qe'aràh ~ il vassoio del Seder due tipi di cibi cucinati. Tra questi troviamo anche il riso [anche se oggi non si usa così]. La Ghemarà porta poi l'opinione di Rabbi Yochanan Ben Nuri, uno dei תנאים Tannaim ~ Maestro dell'epoca della Mishnàh che sostiene che il riso con l'acqua provoca un fenomeno di חמץ chametz ~ lievitazione/fermentazione. La Halakhàh non è come Rabbì Yochanan Ben Nuri, e questo tipo di cambiamento di stato non è considerato halakhicamente chametz. Pertanto impariamo dalla Ghemarà che la Halakhàh consiste nel permettere a priori il riso, poichè non ha attinenza al Chametz.
E' considerato infatti Chametz solo ciò che fa parte dei 5 tipi di דגן Dagan ~ cereali: grano, orzo, spelta, segale e avena, che sono ingredienti soggetti a fermentazione e chiamati col nome di חמץ Chametz.
E così dicono molti ראשונים Rishonim ~ lett. i "Primi" [ cioè i חכמים Chakhamim ~ saggi tra l'epoca dei Gheonim (che arriva a circa 1000 anni fa) e gli אחרונים Acharonim ~ lett. gli "Ultimi", cioè coloro dell'ultimo periodo, che parte circa dal tempo di Maran Rabbenu Yossef Qaro ז"ל autore del Bet Yossef e dello Shulchan 'Arukh.(circa 500 anni fa)]. Tra i Rishonim ז"ל citiamo in particolare il Rambam (Rabbì Moshèh Ben Maimon, conosciuto in Italia יע"א come Maimonide) ז"ל che dice nel Mishnèh Toràh all'inizio del 5° capitolo delle Hilkhot Chametz uMatzàh (Halakhàh Alef) che il riso è permesso. 

b. L'uso
Bisogna sapere che durante Pesach molte questioni sono מנהגים Minhaghim ~ usi e חומרות Chumrot ~ Rigorisità. Se in ogni halakhàh è sempre necessario saper distinguere tra questi livelli, nelle questioni riguardanti Pesach lo è ancor di più. Si consideri che dal punto di vista di Halakhàh ogni persona che costruisce una nuova famiglia può accettare su di sé chumrot o minhaghim in particolare relativi a Pesach, tanto che i Poseqim (cfr. articolo precedente sulla carta igienica) tra cui Rabbenu Chajim Falagi ז"ל riportano che, durante Pesach, è possibile a priori portare cibo cucinato nella propria casa se ci si reca in casa di altri, perfino dei propri genitori. Questo gesto non rappresenta un'offesa dal punto di vista di Halakhico, poiché a Pesach è risaputo che ognuno ha usi e rigorosità differenti e questo non vuol dire un implicito "Voi non mangiate Kasher!", ma sottintende come pensiero di base "Noi vogliamo fare questa rigorosità!" [Nonostante ciò è ovvio che tutto dipenda da caso a caso, e si stia attenti a non urtare chas veshalom la sensibilità di qualsiasi persona, in particolare dei propri genitori הי"ו cui ci sono Mizvot specifiche aggiuntive per curare il Loro onore!]

c. Il Minhag delle Qitniot
Nel caso specifico bisogna sapere che per diversi motivi molte comunità hanno introdotto l'uso di evitare di mangiare durante Pesach קטניות "Qitniot" cioè "le cose piccole" dal sostantivo קטן Qatan ~ Piccolo. Troviamo tra le Qitniot il riso, i ceci, i fagioli, lenticchie e altri legumi. Non perchè sostenessero che fossero Chametz, ma solo per effettuare una rigorosità (חומרה chumràh) per Pesach. [Così riporta il Ramà esplicitamente nelle sue הגהות Haggahot ~ glosse allo Shulkhan 'Arukh (Orach Chajim 453:1)]. Nonostante ciò l'uso si è diffuso e non è possibile eliminarlo nei luoghi in cui si è diffuso.

Tra le comunità che hanno accettato quest'uso troviamo principalmente: Ashkenaz (cioè  le terre dell'Europa dell'est), Francia (ashkenazita), Russia, Polonia [citate nell'Arukh HaShulchan (Orach Chajim 453:5)], alcune città dell'africa settentrionale; mi risulta inoltre che anche in Persia molti avessero quest'uso (permettendo però il riso), e così anche diversi italiani (in particolare provenienti da comunità ashkenazite o comunque da esse influenzate) [come troviamo nel Halakhot Qetanot (Cheleq Alef, Siman 111) e nel Pachad Yzchaq Lampronti (ערך אורז בפסח)]. La stragrande maggioranza dei sefaraditi non hanno preso su di sè questo uso, e così anche gran parte degli italiani.

I motivi della Chumràh sono svariati a seconda del luogo; ne citiamo alcuni:
  • Spesso i sacchi in cui erano contenute le Qitniot erano gli stessi che contenevano le spighe di grano, e c'era il rischio che rimanesse qualcosa ed era difficile separarli. Così riporta il Rabbenu Ya'aqov Ben HaRosh, nel Tur (Orach Chajim 453), riportato anche nella Mishnàh Beruràh (453:6)
  • Alcune persone non sapevano distinguere tra chicchi e la farina fatta di qitniot rispetto a quelli del grano e di altri tipi di dagan. Mishnàh Beruràh (453:6)
  • Perchè capitava che il dagan fosse chiamato in altri modi, e il rischio era quello che le persone lo confondessero. Beur Halakhàh (453 ד"ה ויש אוסרים). [A proposito di questo motivo segnalo alcuni errori frequenti: frumento è un altro termine per definire il grano, e così anche triticum, farro solo per citarne alcuni - quindi se non siamo certi su cosa sia un ingrediente, è necessario verificare bene - anche durante l'anno! Spesso i componenti hanno diversi nomi e sigle.]
Per questi e altri motivi è stato introdotto in molti luoghi il divieto di consumo di Qitniot durante Pesach; anche se oggi molti di questi rischi sono praticamente inesistenti, ma poichè l'uso è "entrato", si continua a seguirlo nonostante non sia più presente il motivo. [cfr. 'Arukh HaShulchan 453:4-6]

C'è da aggiungere, che ci sono anche coloro che usano distinguere tra il riso e altre Qitniot; permettendo il riso e vietando le altre Qitniot. [In particolare alcuni ebrei di origine persiana.]

Ognuno di questi Minhaghim ha su cosa appoggiarsi, e non si eliminano minhaghim che per generazioni sono stati applicati dai nostri avi.
Nonostante ciò chas veshalom imporre un Minhag ove non presente o annullare un Minhag presente. Tanto più dire su una cosa del genere che sia vietata completamente o peggio dire che è Chametz quando praticamente tutti i Poseqim dicono esplicitamente che "pur non essendo Chametz" molti hanno accettato l'uso di considerarlo come Chametz.
Pertanto chi ha sempre usato permettere le Qitniot perchè così facevano i propri padri, può continuare con il suo Minhag.

d. Tempi Moderni
C'è da sottolineare una nota - oggigiorno, nonostante una persona sia solita consumare Qitniot o anche solo riso, è necessario appurare dei controlli.
In molti scatolami il cibo viene spesso conservato attraverso l'aggiunta dell'amido, considerato Chametz. Quindi anche se il cibo in particolare non è Chametz - il prodotto lo può essere a causa del processo di fabbricazione o conservazione. E queste sono cose che vanno verificate da prodotto a prodotto (e oserei dire anche di anno in anno, poichè spesso le grandi industrie cambiano il processo produttivo, a volte anche senza informare neppure il Mashghiach responsabile della Kasherut).
Inoltre, nel caso specifico del riso, oltre al controllo normale che deve essere effettuato tutte le volte per verificare che non ci siano dei vermi; oltre a ciò è opportuno controllare che non ci siano eventuali corpi estranei che chas veshalom possono essere considerati chametz.
L'uso comune presso moltissimi (non so se ci sono usi che facilitino sulla questione e ne richiedano uno solo) è quello di controllare per tre volte lo stesso riso, chicco dopo chicco, alla luce in modo da poter vedere bene. [Nel caso sia la prima volta è opportuno dire "Belì Neder", così da non avere problemi eventuali in caso non sia possibile mantenere questo Minhag]

[Segnalo qui la storica dimostrazione nella ק"ק di Milano יע"א di un Famoso Rabbino שליט"א (con cui mi scuso di non citarlo esplicitamente, ma non voglio chas veshalom che venga "citato" per pubblicità negativa e simili) con un riso molto famoso (italiano - il Riso S-otti), in cui alla prima scatola aperta ha fatto vedere a tutti i presenti i vermi contenuti nella scatola. Ora non si vuole dire che ci siano necessariamente, ma vanno controllati. Inoltre non è un'accusa chas veshalom ad una marca particolare di riso (solo che nello specifico così è avvenuto) - tutti i risi possono contenere cose del genere e il tutto va controllato!]

d. Concludendo
Sicuramente il riso durante Pesach non è considerato Chametz, e così anche tutte le altre Qitniot.
Ci sono però molti gruppi tra i Benè Israel, in particolare presso gli ashkenaziti, che usano vietare le Qitniot, e c'è chi usa vietare con le Qitniot anche il riso.
Ognuno è opportuno segua il proprio uso.
Secondo tutti però è necessario controllare ciò che si mangia durante Pesach, stando attenti inoltre che non sia stato mescolato con ciò che è chametz nella fabbricazione, nell'inscatolamento, nella distribuzione o altro.
Inoltre è sempre necessario controllare ciò che si mangia fino dove è possibile arrivare!

Q&A - Esiste la Carta Igienica Kasher?

Perchè abbiamo scritto questo articolo?
La stesura di questo articolo nasce in risposta a diversi commenti letti e sentiti in vari ambienti a proposito dell'argomento "carta igienica kasher", dai quali ci siamo resi conto che intorno al tema è presente tanta confusione e incompletezza di informazione.
Proviamo allora a spiegare in brevissima alcuni concetti che ci aiuteranno Be"H a fare luce sulla questione!

a. L'osservanza delle Halakhot
Le Halakhot possono essere definite come precisazioni, istruzioni al dettaglio relative alle Mizvot ricevute sul Sinai. [In realtà le halakhot sono presenti ancora prima dei tempi di Moshèh Rabbenu ע"ה, ma da quelli di Adam HaRishon. Allora era obbligatorio osservare solo le halakhot relative alle 6 Mizvot  date ad Adam HaRishon (Adamo) da HaShem, che sono poi arrivate a 7 ai tempi di Noach (cfr. Hilkhot Melakhim del Rambam ז"ל, capitolo 8-10, e Sefer HaKuzzari di Rabbenu Yehudàh HaLevi ז"ל).]
Il Popolo Ebraico è diventato effettivamente un popolo da quando ha ricevuto la Toràh e ha accettato su di sè le 613 mizvot, con l'epica dichiarazione di נעשה ונשמע Na'asèh VeNishm'à "Applicheremo e Ascolteremo" [per maggiori dettagli vedi il video su Mishpatim].
Le Halakhot non sono altro che dettagli relativi alle Mizvot dateci da HaShem nella Toràh scritta, e senza questi dettagli non possiamo sapere cosa effettivamente HaQadosh Barukh Hù pretende da noi. La Toràh SheBa'al pèh esplicita questi dettagli e attraverso il suo studio arriviamo alla formulazione delle halakhot che potrebbero essere definite come "riassunti pratici delle mizvot che HaShem ci comanda nella Toràh". [Sulla necessità di queste - vedi articolo sulle "Formalità", mentre per comprendere un po' la distinzione tra Toràh SheBikhtav e Toràh Sheba'al Pèh rimando ad un video sulla Parashàh di Tzav].
Le Halakhot sono sempre le stesse, e sono direttamente dipendenti da quello che HaQadosh Barukh Hù ci ha comandato sul Sinai. 
Bisogna capire che HaQadosh Barukh Hù, essendo al di sopra del tempo e vedendo tutto dalla Creazione dell'Universo fino alla fine dei tempi, ci ha dato Mizvot valide per ogni singola epoca - senza variazioni.
Quello che varia è solo la forma attraverso cui applichiamo la mizvàh a seconda degli usi del tempo e del luogo. Mi spiego meglio. 
Oggigiorno, gli sviluppi in ambito tecnologico, medico, sociale etc., cambiano la realtà quotidiana a ritmi vertiginosi. In base a questi cambiamenti nascono situazioni che prima non erano presenti, ma ci sono autorità competenti che in base allo studio della Toràh HaQedoshàh e delle sue linee, sanno come applicare queste norme a seconda della situazione ed istruire il pubblico di conseguenza.
Queste figure sono solo i "Poseqim", autorità halakhiche competenti [Si pensi solo che in Italia יע"א non abbiamo un Poseq Halakhàh nostrano dal periodo della seconda guerra mondiale, quindi oltre 60 anni]. Il Poseq Halakhàh è un Talmid Chakham ad altissimo livello  che ha ottenuto il permesso di decidere la halakhàh a sua volta da un Poseq Halakhàh precedente, in base al suo avanzatissimo livello di studi, alla sua capacità di studiare effettivamente e soprattutto in base alla יראת שמים Irat Shamajim ~ Timore del Cielo. Solo chi ha tutti questi requisiti è considerato un Poseq. Un Poseq è quindi in grado, a partire da quella che era originariamente la mizvà che HaShem ci ha comandato con tutti i suoi dettagli, ed esaminando la condizione della situazione attuale, di formulare halakhot  basate sulla mizvàh comandata da HaShem, in modo da permettere al pubblico di comportarsi secondo quanto vuole la Toràh. 

b. sul termine כשר Kasher
Il termine כשר Kasher è traducibile come "adatto". Solitamente il termine viene utilizzato principalmente per questioni di idoneità riguardanti gli alimenti, in base alle Halakhot relative, chiamate con il termine generale di כשרות Kasherut.
Oggigiorno il termine "Kasher" è spesso usato in senso esteso anche per altre cose, per definire se un oggetto è idoneo o meno per compiere una determinata azione, evitando alcuni problemi di Halakhàh che l'oggetto può presentare. Ma questo tipo di utilizzo del termine "in forma estesa" è nato più dal vasto pubblico che dalle Autorità Rabbiniche. 
In realtà spesso il termine è utilizzato a sproposito, e ciò crea parecchia confusione.
Questo perchè, mentre nella Kasherut alimentare ciò che "non è kasher" non è adatto in alcun modo per essere consumato, in altri campi spesso non è la stessa cosa. Il fatto che alcuni considerino un certo tipo di carta igienica come kasher, non vuol dire che altri tipi di carta igienica non lo siano!! [ripeto ulteriormente - i Poseqim non dicono così, e anche su questa "carta" non c'è scritto "Kasher"].
Questo tipo di linguaggio porta purtroppo spesso a confusione. 
Me compreso, visto che mi sono dovuto fare spiegare cosa s'intendesse per Carta Igienica Kasher!

c. sulla Carta Igienica
La carta igienica è un'interessante strumento di pulizia igienica personale che ha fatto a lungo discutere i poseqim. In parte perchè non sempre la pulizia che crea è sufficiente (l'acqua era ed è spesso più efficace), visto che durante la tefillàh non deve rimanere neanche una minima quantità di sporcizia addosso. E spesso non tutti sanno pulirsi in modo efficace.
Il problema di Halakhàh nel caso specifico è dipendente da una מלאכה Melakhàh ~ tipologia di operazione vietata durante Shabbat Qodesh [per cosa sia una Melakhàh cfr. video sulla Parashàh di Vayaqhel].
Tra le 39 Melakhot vietate durante Shabbat Qodesh troviamo come אב Av (cioè macrocategoria) il "tagliare secondo forma determinata". E come תולדה Toledàh (cioè microcategoria) il tagliare anche senza una forma ben definita, a meno che non sia per scopi particolari. 
Chiunque può comprendere che quando si taglia la carta igienica sullo "strappo" preparato dall'industria che produce il rotolo, compie l'Av Melakhàh di cui si parlava sopra (quella di tagliare secondo forma determinata). E anche quando si taglia la carta igienica non sullo "strappo" ci sono diversi altri problemi, tra cui il contravvenire alla Toledàh, ossia tagliare secondo forma indeterminata.
Perciò, chi vuole rispettare la Halakhàh ed evitare il problema, può semplicemente tagliare la carta igienica prima di Shabbat e preparsela in bagno.

d. Tempi Moderni
Ai nostri tempi, in cui tutto è sempre più sviluppato, le industrie si ingegnano per creare nuovi prodotti che tanto nuovi non sono. Sono solitamente gli stessi prodotti di prima, con una variazione che permette di ottenere determinate comodità per il pubblico e indurlo a comprare. Si basti pensare ai fazzoletti di carta, che hanno sostituito i fazzoletti di tessuto, così da evitare di dover essere lavati, stirati etc.
Tra le comodità moderne troviamo anche la carta igienica già tagliata a pezzi, che permette a chi non ha molto tempo (o chi s'impigrisce, a seconda dei casi) di non doverla tagliare prima di Shabbat Qodesh ma di averla già pronta per l'uso anche durante Shabbat.
Questa è ciò che alcune persone IMPROPRIAMENTE chiamano "carta igienica kasher". Ma a differenza di altri oggetti definiti come "kasher", in questo caso sono molte poche le persone che la definiscono tale, o per ignoranza del concetto o per "sentito dire". 
Ripeto - è un'assurdità anche solo pensare che le altre "carte igieniche" non siano adatte, solo è necessario, per rispettare la Halakhàh stare attenti a preparla prima...

e. Arghhh - ho finito la carta igienica / Arghh - ho dimenticato di tagliarla!
Di Shababt può capitare che finisca la carta igienica preparata in precedenza.
E' possibile inoltre che ci si trovi in un posto in cui non ce n'è più oppure l'ospitante non era conscio di questa norma.
Cosa fare a questo punto?
Molti poseqim permettono in tal caso, di facilitare in alcuni modi. 
Bisogna sapere che compiendo la Melakhàh in modo non consueto, ad esempio tagliando con il gomito anzichè con le mani, il divieto scende di livello di gravità, seppur rimanendo ancora vietato.
Se arriviamo però a unire questo elemento con altri fattori halakhici è possibile permettere [anche questo solo  permesseo ad un Poseq Halakhàh, che ha la conoscenza e la possibilità di sapere in che casi]
La facilitazione qui in questione è basata anche sul fattore di כבוד הבריות Kevod HaBeriot ~ onore delle persone, che si troverebbero alquanto a disagio se non potessero pulirsi (scusate l'espressione).[Questo fattore non è sempre utilizzabile, ma anche questo necessita un Poseq Halakhàh. Per chi volesse approfondire la questione rimando a Massekhet Berakhot 19 'amud bet]
Pertanto molti poseqim permettono, nel caso in cui una persona si trovi in questo genere di difficoltà, di tagliare la carta igienica non sulla linea tratteggiata in modo inconsueto, ad esempio con il gomito.

E' ovvio che la cosa più semplice e comoda non è quella descritta, ma meglio esserne a conoscenza nel caso in cui ci si trovi di fronte a un problema del genere. Una persona intelligente cerca di evitare il problema tagliando prima di Shabbat una quantità di carta igienica sufficiente a coprire tutte le esigenze dello Shabbat, e magari anche un po' di più per qualsiasi esigenza imprevista. Non c'è spreco, perchè se non la usa durante la settimana, la troverà già pronta per lo Shabbat successivo.

Sperando di aver fatto maggior luce sulle questioni di carta igienica, vi auguriamo un anticipato:

Shabbat Shalom uMevorakh!

Q&A: Si possono tagliare i capelli a Rosh Chodesh?


A volte si sente dire che sia vietato fare qualcosa, ma è necessario capire di cosa si tratta per sapere se effettivamente sia così la Halakhàh, se è così l'uso oppure se è solo l'uso di alcuni.
La fonte dell'uso che vieta di tagliare i capelli durante Rosh Chodesh è la Tzavaàh di Rabbenu Yehudàh HeChassid ז"ל.

Chi è Rabbenu Yehudàh HeChassid ז"ל?
Rabbenu Yehudàh HeChassid ז"ל, grande חכם Chakham ~ saggio francese appartenente ai chakhamim (oltre 300 nel giro di circa 300 anni) che facevano parte della scuola dei תוספות Tossafot, celebre scuola francese fondata dai nipoti di Rashì, tali Rabbenu Tam (soprannome di Rabbenu Ya'aqov Ben Meir), Rashbam (acronimo di Rabbenu Shemuel Ben Meir) e Rivam (acronimo di Rabbenu Yizchaq Ben Meir).
Soprannominato החסיד HeChassid il Chassid, tradotto solitamente come "pio". Con la parola pio si intende una persona che non si limita a compiere solo ciò che è obbligatorio secondo la Halakhàh, ma che cerca come Servire il Creatore nel modo migliore, e non solo con il minimo richiesto.
Autore del Sefer Chassidim, importante testo di Halakhàh e Mussar, ha scritto anche una צואה Tzavaàh ~ Testamento. In questa Tzavaàh troviamo molte norme particolari, tra cui (54-55) il non tagliarsi barba e capelli e il non tagliarsi le unghie di Rosh Chodesh.
Su questa Tzavaàh c'è una discussione enorme su che valenza abbia effettivamente dal punto di vista di Halakhàh, se fosse solo destinata ai suoi discendenti, come lo è solitamente una Tzavaaàh, oppure pure all'ampio pubblico. Molti usano seguire quello che è scritto in questa Tzavaàh, e di conseguenza, è entrata come uso comune in molte comunità.

Come norma generale, non si devono cominciare nuovi usi, ma ognuno deve seguire gli usi dei propri padri. Quando non li conosce, è opportuno che li ricerchi בס"ד.

In generale molti ashkenaziti ed alcuni sefaraditi usano comportarsi come riportato nella Tzavaàh, o almeno come alcuni punti della Tzavaàh. Ho trovato sul Pachad Yzchaq (scritto da Rabbenu Yzchaq Lampronti ז"ל) che c'erano anche alcuni italiani che usavano seguirne gli usi. In generale però non era un minhag diffuso in Italia.

Quindi, a meno che una persona non sappia effettivamente che la sua famiglia usava comportarsi così, buona parte dei poseqim (tra cui HaGaon HaRav Ben Tzion Mutzaffi שליט"א, HaChakham Rav 'Ovadiàh Yossef שליט"א e altri ancora) sostengono che non sia necessario seguire questi usi.

Chi voglia cominciare ad applicare questo uso specifico, come ogni uso che una persona vuole forse applicare, è opportuno dire prima di cominciare: בלי נדר "Beli Neder" ~ senza promessa, così da non avere un problema successivamente se si vuole interrompere.

Riassumendo
Sia i sefaraditi che gli italiani, a meno che non sanno che così usava la propria famiglia, possono tagliare i capelli e la barba (chiaramente secondo le norme di Halakhàh) durante il giorno di Rosh Chodesh.
Nel caso degli ashkenaziti è necessario un controllo maggiore se la propria famiglia non usasse questi usi.

Ho usato questo uso finora... ma pensavo che così fosse la Halakhàh
Secondo l'opinione del Chakham HaRav 'Ovadiàh Yossef שליט"א se una persona ha applicato un uso pensando che fosse così il Din ~ la norma non necessita di התרת נדרים Hattarat Nedarim ~ scioglimento di una promessa. Effettivamente ci sono poseqim che sostengono che sia invece necessario, e così sarebbe meglio fare. Ma per i sefaraditi sicuramente è possibile appoggiarsi sui facilitanti.